Doo Wop

Il Doo Wop è un genere di musica rythm and blues incentrato sulle parti vocali, che fu molto popolare negli Stati Uniti a metà degli anni ’50, fino ai primi anni 60. Ha le sue radici nella musica degli anni ’30 e ’40, come le canzoni degli Ink Spots e dei Mills Brothers. I suoi artisti principali sono concentrati nelle aree urbane (New York Metro Area, Chicago, Philadelphia, Los Angeles ecc..), con poche eccezioni.

Origine del “Doo Wop”

Il termine "doo-wop" fu chiaramente preso dalle sillabe senza senso cantate in armonia nelle canzoni doo-wop. Ci sono due canzoni in particolare che possono vantarsi di essere le “prime” a contenere le sillabe “doo wop” nel ritornello: la hit del 1955, "When You Dance" dei The Turbans, nella quale si sente chiaramente il coro ripetitivo "doo wop"; e il classico del 1956 "In the Still of the Night" dei The Five Satins, con il ritornello lamentoso "doo wop, doo wah" nel bridge.

E’ stato riportato erroneamente che la frase fu coniata dal disc jockey Gus Gossert, alla fine degli anni ’60, ma Gossert stesso ha affermato più di una volta che "la parola doo-wop(p) veniva già usata prima di me per caratterizzare il tipo di musica in California.".

Diventò costume, negli anni ’90, continuare ad estendere la definizione a ritroso, includendo i gruppi Rhythm & Blues di metà anni ’50 e poi ancora più indietro fino a comprendere gruppi dei primi anni ’50 e anche dei ’40.

Non c’è consenso su cosa faccia di una canzone una canzone doo-wop, e molti fan della musica R&B odiano profondamente il termine.

Storia

Lo stile si distinse inizialmente per le armonie vocali in levare in cui venivano usate sillabe senza senso, dalle quali è derivato il nome del genere. Il nome fu più tardi esteso alle ballate gruppi che cantavano in armonia. L’ esempio delle voci in "Count Every Star" (1950), come ad imitare il pizzicare di un doppio basso, creò un modello per gruppi successivi.

Il 1951 fu forse l’anno in cui il doo-wop irruppe in maniera significativa sulla scena principale. Le Hits del periodo includevano "My Reverie" dei The Larks, "I Couldn't Sleep a Wink Last Night" dei The Mello Moods, "Glory of Love" dei The Five Keys, "Shouldn't I Know" dei The Cardinals e "It Ain't the Meat" dei The Swallows.

Nel 1953 il doo-wop era ormai estremamente popolare, e il disc jockey Alan Freed cominciò a far conoscere la musica dei gruppi neri al suo pubblico di bianchi, con grande successo. I gruppi comprendevano The Spaniels, The Moonglows e The Flamingos, la cui "Golden Teardrops" è un classico del genere. Altri gruppi, come The Castelles e The Penguins, introdussero nuovi stili, il più famoso dei quali il doo-wop uptempo, fondato con la canzone "Gee" dei The Crows (1953) e da "Little Girl of Mine" dei The Cleftones. Quello stesso anno, Frankie Lymon And The Teenagers diventarono un fenomeno pop fra gli adolescenti americani, con canzoni come "Why Do Fools Fall in Love?". Molti considerano una hit del 1956 dei The Five Satins, "In the Still of the Night," LA canzone doo-wop per eccellenza, la sua quintessenza.

Il Doo-wop rimase popolare fino alla British Invasion, all’inizio e fino alla metà degli anni ‘60. "I Wonder Why" di Dion & The Belmonts (1958) fu una enorme hit che qualche volta è citata come l’inno del doo wop, mentre The Five Discs in quel periodo introdussero una vasta gamma di suoni e parti vocali impostate.

Il 1961 potrebbe essere il picco di popolarità del doo-wop, con hits che includono "Blue Moon" dei The Marcels, un gruppo interrazziale. Ci fu un revival della struttura a sillabe senza senso del doo-wop nei primi anni ’60, con dischi famosi dei The Marcels, The Rivingtones, e Vito & The Salutations. Pochi anni dopo, il genere raggiunse lo stadio auto-referenziale, con canzoni sui cantanti ("Mr. Bass Man") e sugli autori ("Who Put the Bomp?").

Il genere ha avuto leggere ondate di popolarità nel corso degli anni, con molti programmi radiofonici americani dedicati al doo-wop. Programmi televisivi di revival e Cd di raccolte hanno tenuto vivo l’interesse nella musica. Vari gruppi hanno fatto remakes di canzoni doo-wop nel corso degli anni, riscuotendo grande successo. Parte della scena della beach music locale o della shag music, concentrate negli stati delle Carolina e limitrofi, include sia registrazioni di classici originali che numerosi rifacimenti. Altri artisti hanno inciso canzoni doo wop o influenzate dal doo wop negli anni a seguire, come per esempio la hit del 1983 di Billy Joel, “Longest Time”, la hit di Frank Zappa del 1981, “Fine Girl”, o la hit della Electric Light Orchestra del 1976, “Telephone Line”.

Curiosità - Molti gruppi doo wop hanno la tendenza a chiamarsi con nomi di uccelli. Ad esempio The Ravens (corvi), The Cardinals (cardinali rossi), The Crows (cornacchie), The Wrens (scriccioli), The Robins (pettirossi), The Swallows (rondini), The Larks (allodole), The Flamingos (fenicotteri), The Penguins (pinguini) e The Feathers (piume).

Il Doo-wop è attualmente famoso fra i gruppi a cappella degli studenti dei college americani perché è molto facile adattarlo in pezzi solo cantati.

Alcuni link:

The Shirelles